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Obiettivo: comunicare a un gruppo di professionisti cattolici, impegnati o interessati ad un campo di azione nella società, una proposta che crediamo venga incontro ad aspettative di rinnovamento del campo di cui essi sono interessati; aspettative che oggi trovano un canale né di espressione, né di attuazione. Per cattolici interessati all’impegno - NELLA POLITICA
- NELL’EDUCAZIONE
- NELLA SALUTE
- NEI MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE
1. Il perché di questi progetti Il rapporto chiesa-mondo è una componente essenziale della natura della chiesa che ha la sua ragion d’essere nel servire il mondo perché venga rinnovato con lo spirito delle beatitudini e si dilati in esso il regno di Dio e le sue esigenze di verità, giustizia, pace e amore. Questo rapporto si espresse nella forma più incarnata nel medioevo, tanto da identificare il potere temporale e quello spirituale. Nel rinascimento, di fronte allo scisma protestante, la chiesa mise in evidenza il suo carattere istituzionale e si rapportò con il mondo come una società parallela a quella dello stato. Ora, il Concilio Vaticano II, ha riformulato la ragion d’essere della chiesa nel mondo, per cui essa prende coscienza di essere al servizio della realizzazione della vocazione dell’umanità alla fraternità universale. In questo contesto è necessario, da una parte, che la comunità ecclesiale in quanto tale renda testimonianza profetica della comunione fraterna alla quale è chiamata la società, dall’altra che la gerarchia – oltre a proclamare l’insegnamento sociale – crei lo spazio perché i laici impegnati nei diversi ambiti della società cerchino, scelgano e mettano in pratica le vie più adeguate per il rinnovamento della società secondo lo spirito delle beatitudini o i valori del Regno di Dio. Questo comporta sia la testimonianza della fede propria di ogni battezzato sia, per quanto possibile, la convergenza di intenti dei battezzati e persone di buona volontà in ordine al rinnovamento della coscienza collettiva, dello stile di vita e delle istituzioni e sistemi sociali che configurano l’attuale società. È la PROFEZIA POLITICA che riguarda i diversi campi della vita sociale e mira al loro rinnovamento. A partire da queste motivazioni il Servizio di Animazione Comunitaria, ha individuato quattro ambiti che hanno un particolare peso nella vita della società, e che possono a loro volta servire da modelli per altri ambiti di azione. Di fatto ha elaborato quattro “progetti” pastorali che ora vengono presentati molto sinteticamente. 2. Destinatari della proposta Sono le persone che professionalmente, direttamente o indirettamente, sono collegate o interessate a uno dei quattro settori in esame. Si tratta di cattolici che vogliano trovarsi con altri in nome della fede, indipendentemente dalle correnti politiche a cui essi appartengono o con le quali simpatizzano. Si trovano, quindi, in nome della comune fede per confrontarsi con il Vangelo e con l’insegnamento sociale della chiesa che lo attualizza, per cogliere i possibili orientamenti operativi, anche se legittimamente differenziati”. Come sappiamo, le scelte orientate al bene comune possono essere molteplici, purché fatte con onestà e verità. (Cfr GS 43; ChFL 42) 3. Impostazione del problema In genere, salvo lodevoli eccezioni, l’attività ufficiale della chiesa nei diversi settori su indicati, mentre è presente in modi e gradi diversi con le proprie opere e iniziative, non lo è altrettanto nei confronti dell’insieme di battezzati e gente di buona volontà presente nelle strutture e istituzioni laiche o dello Stato. Persino nelle strutture dello Stato in cui la chiesa è presente (professori di religione, preti e suore nei ospedali) essa non opera mirando alla condizione di battezzati della maggioranza dei professionisti ivi implicati. Forse perché riconosce l’autonomia del temporale, ma forse perché non trova un altro modo di essere presente, al di là del suo magistero. Tante volte si è detto nella chiesa che questo è il momento dei laici, ma dopo non si sa cosa e come fare con la loro disponibilità. La chiesa, così, nel suo insieme si trova con spazi ufficiali sempre più ridotti e, allo stesso tempo non trova un modo di operare che, rispettando l’autonomia del temporale, allo stesso tempo assuma la sua missione di animazione che le corrisponde nel mondo. Così si riduce al dovere essenziale della proclamazione della dottrina sociale mediante documenti generalmente molto validi. Ma a quanta gente arriva questa dottrina? Quanti leggono i documenti? Quanti portano la dottrina alla vita? A volte, la chiesa da l’impressione di accontentarsi della proclamazione di una dottrina, lasciando alla coscienza degli altri la responsabilità di cercare i modi e le vie per la sua applicazione nella situazione concreta. Pertanto abbiamo formulato, analogamente per ogni campo sociale preso in considerazione, l’impostazione del problema che così appare a prima vista: “La chiesa ufficiale sottintende che i battezzati impegnati nei diversi campi su detti, in nome della verità evangelica, tengano conto e applichino i principi e i criteri morali della chiesa nel loro campo specifico, mentre, allo stesso tempo, non si sente essa stessa obbligata ad aiutare i battezzati impegnati in questo campo a svolgere il loro ruolo nella società in coerenza con il Vangelo”. 4. Verso quale pastorale ambientale o settoriale? Presupposti i principi generali e specifici propri dell’antropologia cristiana e della visione del mondo espressa nel documento conciliare “Gaudium et Spes - la chiesa nel mondo contemporaneo” e nel magistero posteriore, ci sembra che la pastorale ambientale o settoriale della chiesa debba svolgersi attorno ad alcune coordinate: a) la funzione di questa pastorale dovrebbe essere quella di essere spazio di incontro e di profezia nel proprio campo, al servizio della comunità umana; b) caratteristica fondamentale di questa pastorale deve essere la creazione di un dinamismo – non associativo – che coinvolga in primo luogo tutti coloro che si ritengono cattolici e tutto l’insieme delle persone di buona volontà, che desiderano un vero miglioramento della società e del mondo; c) il valore fondamentale che caratterizza questo dinamismo deve essere la dignità della persona umana intesa integralmente nelle sue dimensioni psicofisica, spirituale, culturale e religiosa; d) le attività con cui promuovere il dinamismo su detto si collegano con quattro nuclei: • uno di riflessione sulle innovazioni scientifico-tecniche, la loro incidenza nello svolgimento di quel ambito e le strutture che le rendono possibile; • un altro di attenzione spirituale alle persone e di formazione spirituale delle persone in ordine alla scoperta sempre più profonda della spiritualità di quel ambito; • un terzo nucleo di formazione della coscienza collettiva della comunità cristiana e umana nei riguardi di quel ambito, inclusi gli operatori in esso; • un ultimo nucleo di attività si riferisce ai servizi di profezia nel proprio ambito, in termini di annuncio-denuncia, inclusi miniprogetti che dimostrino la validità delle proposte. e) l’organizzazione fondamentale per suscitare il dinamismo su detto si basa su due componenti determinanti: • un gruppo di persone che promuove, accompagna e spinge il dinamismo o movimento che si crea; • una rete di gruppi che nel territorio svolgono le attività su dette e si organizzano a tale scopo. f) il fine di questo dinamismo-movimento è quello della testimonianza della fede nel proprio ambiente; g) l’obiettivo ultimo, a sua volta, è poter contare su un dinamismo generalizzato, territorialmente promosso da “una rete di centri” di rinnovamento della società. I movimenti emergenti vengono promossi o dalle chiese locali o dal Servizio di Animazione comunitaria che noi svolgiamo come gruppo ecclesiale. In questo caso, lo facciamo come servizio che suscita, promuove e anima questi movimenti perché al momento opportuno vengano assunti dalla pastorale ambientale delle chiese locali o dalla chiesa nazionale. 5. Analisi e diagnosi Per suscitare qualunque movimento aderente alla realtà territoriale è necessario, da una parte analizzare la situazione in cui la professione si svolge nel contesto della società e della chiesa locale e, dall’altra interpretare questa situazione facendone la diagnosi corrispondente. a) l’analisi che si propone è di tipo funzionale – non esaustivo – simile a quella del medico: • parte dai sintomi o insoddisfazioni per determinare una prima ipotesi del male da vincere o una prima approssimazione al problema fondamentale; • segue una fase analitica delle diverse condizioni in cui si manifesta tale prima ipotesi che corrispondono sia al contesto o contorno della realtà che si analizza sia ai diversi componenti di questa realtà o intorno; così di verifica la validità dell’ipotesi di partenza; • verificata l’ipotesi iniziale si analizzano gli antecedenti storici (anamnesi) che come fattori molteplici hanno generato il problema fondamentale nella sua prima ipotesi; • infine, si formula la prognosi analizzando i possibili futuri con cui si potrebbe operare e le conseguenze che quei modi avrebbero sulla vita della gente e sulla professione. b) la diagnosi, come nel caso del medico, emerge dal confronto tra l’ideale desiderato e voluto e la realtà che si vuole superare perché insoddisfacente. Alla luce dell’ideale si interpreta la situazione presente per identificare: • sia gli ostacoli che oggi impediscono il raggiungimento dell’ideale; • sia le potenzialità che, insite nella realtà, spingono o possono essere sviluppate in ordine al raggiungimento dello stesso ideale. c) la terapia, corrisponde alla pianificazione o definizione dei processi di azione che si dovrà determinare in ogni campo di azione e in ogni luogo o territorio. 6. Strategia di attuazione È il problema di come mettere in pratica questi progetti. Ci soffermiamo, per ora, al punto di partenza per suscitare e dar inizio ai quattro movimento che proponiamo: • un primo passo sarà l’incontro di professionisti appartenenti o collegati ai quattro settori proposti con i membri del Servizio di Animazione Comunitaria (“Convivenza” dal 1° al 7 agosto 2004) per studiare, discernere ed eventualmente stabilire la strategia iniziale con cui comporre, formare e organizzare i nuclei iniziali di promozione di ognuno dei quattro movimenti a livello locale ed eventualmente nazionale; • l’accompagnamento iniziale per la promozione dei diversi movimenti e per la composizione e formazione dei primi nuclei promotori; • il convegno nazionale annuale dei nuclei promotori (in concomitanza con la Convivenza Nazionale del Servizio di Animazione Comunitaria). Conclusione La chiesa ha una missione determinante di animazione del mondo e i professionisti e le istituzioni in cui essi operano hanno bisogno di un “anima”, di una spiritualità. Quale strumento per compiere questa funzione? Certamente sono molti gli strumenti, ma crediamo che anche questo che si propone sia valido. Il Signore lo dirà nella storia a partire da coloro che ne hanno fede. |