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3. Impostazione del problema
In genere, salvo lodevoli eccezioni, l’attività ufficiale della chiesa nei diversi settori su indicati, mentre è presente in modi e gradi diversi con le proprie opere e iniziative, non lo è altrettanto nei confronti dell’insieme di battezzati e gente di buona volontà presente nelle strutture e istituzioni laiche o dello Stato. Persino nelle strutture dello Stato in cui la chiesa è presente (professori di religione, preti e suore nei ospedali) essa non opera mirando alla condizione di battezzati della maggioranza dei professionisti ivi implicati. Forse perché riconosce l’autonomia del temporale, ma forse perché non trova un altro modo di essere presente, al di là del suo magistero. Tante volte si è detto nella chiesa che questo è il momento dei laici, ma dopo non si sa cosa e come fare con la loro disponibilità.
La chiesa, così, nel suo insieme si trova con spazi ufficiali sempre più ridotti e, allo stesso tempo non trova un modo di operare che, rispettando l’autonomia del temporale, allo stesso tempo assuma la sua missione di animazione che le corrisponde nel mondo. Così si riduce al dovere essenziale della proclamazione della dottrina sociale mediante documenti generalmente molto validi. Ma a quanta gente arriva questa dottrina? Quanti leggono i documenti? Quanti portano la dottrina alla vita? A volte, la chiesa da l’impressione di accontentarsi della proclamazione di una dottrina, lasciando alla coscienza degli altri la responsabilità di cercare i modi e le vie per la sua applicazione nella situazione concreta.
Pertanto abbiamo formulato, analogamente per ogni campo sociale preso in considerazione, l’impostazione del problema che così appare a prima vista:
“La chiesa ufficiale sottintende che i battezzati impegnati nei diversi campi su detti, in nome della verità evangelica, tengano conto e applichino i principi e i criteri morali della chiesa nel loro campo specifico, mentre, allo stesso tempo, non si sente essa stessa obbligata ad aiutare i battezzati impegnati in questo campo a svolgere il loro ruolo nella società in coerenza con il Vangelo”.
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