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La rivoluzione di Dio PDF Print E-mail

Al centro del volume la questione della fede cristiana e il destino dell'umanità, di Israele e dell'Islam, l'eredità e il futuro dopo Colonia, un vero e proprio testo guida per genitori, comunità, uomini di tutte le religioni.

Dalle parole del papa una nuova energia contro il terrorismo, l'intolleranza, il rancore e la violenza e i passi per la nuova missione della Chiesa nel mondo.

Non commettere l’errore delle grandi rivoluzioni del ventesimo secolo, il cui programma comune era di non attendere più l’intervento di Dio, ma di prendere totalmente nelle proprie mani il destino del mondo. Si tratta, invece, di diventare capaci di sottometterci a Dio, di fare di Lui la misura del nostro vivere. E’ questo, secondo il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, il nucleo centrale del messaggio di Benedetto XVI alla XX Giornata mondiale della Gioventù di Colonia. Lo scrive nella introduzione a questo primo libro da papa di Benedetto XVI, La rivoluzione di Dio, che contiene i discorsi che il Santo Padre ha tenuto durante la grande manifestazione di Colonia, nell’agosto di quest’anno.

Una sfida religiosa e culturale del nuovo papa, il cui testo verrà tradotto in tante lingue, contro quella assolutizzazione del relativo che, secondo il pontefice, sarebbe l’essenza del totalitarismo: perché, invece di liberare l’uomo, gli toglie la sua dignità e lo rende schiavo. Occorre al contrario fare di Dio la misura del nostro vivere comune, con un atto che non ci estranei da noi stessi, ma che ci liberi veramente. Su queste basi, il Papa ha formulato un grande appello alla missione cristiana: questo appello, e lo sottolinea anche Ruini nella prefazione, diventa ancora più forte ed urgente in presenza di una strana dimenticanza di Dio, che esiste oggi in vaste parti del mondo e che genera insoddisfazioni e frustrazioni nelle persone.

In questo libro Joseph Ratzinger attacca anche la moda delle “religioni fai da te”, la tendenza a immaginare un Dio privato e un Gesù privato che possano essere comodi e “usufruibili”, ma che alla fine ci lasciano soli. Il Papa spinge per una inversione di tendenza. Ciò non vuol dire che il fenomeno della secolarizzazione dei costumi della nostra società sia cessato, ma che, insieme a questo, ci siano anche fenomeni di segno opposto, di riscoperta della fede e dell’identità cristiane. Ed è da quelle basi che il Papa lancia il suo appello ai giovani perché riconoscano in Dio il dono della verità, dell’amore e della gioia cui tutti anelano.

 

 

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