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Pensieri di p. Lombardi: |
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In un mondo in cui l'umanità sta smarrendo il senso dell'altro - ogni altro - per chiudersi in un individualismo spesso esasperato, la Chiesa si trova di fronte ad una responsabilità immane, ma che le permette di essere fino in fondo se stessa: aiutare il mondo attuale a riscoprire il senso della vita e della convivenza sociale, a maturare una spiritualità delle relazioni, interpersonali e sociali, locali e universali. Nella presente opera il Servizio di Animazione Comunitaria desidera comunicare, in forma organica e riflessa, l'esperienza vissuta al servizio della spiritualità di comunione.
Il Dio in cui noi crediamo e un "NOI"! E' un'infinita relazione di amore fra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La Chiesa capisce se stessa solo guardando quel "noi" ed è chiamata a rivelarlo con la sua stessa vita finché il mondo creda. Del noi divino deve essere segno credibile per poterlo dire nella storia e allo stesso tempo strumento che favorisce la crescita dell'umanità intera verso forme sempre più perfette di unità. Questo richiede una conversione della spiritualità ancora prevalentemente individuale e basata sulle pratiche esteriori e sui doveri morali. E' certamente carente anche la coscienza, l'esperienza e la sensibilità di Chiesa come comunione di persone che esprime in una comunità a reggi sempre più ampi e verso una totalità sempre da accogliere e costruire. Ancora ci manca la sensibilità che questa Chiesa si incarna nella Chiesa locale. Giovanni Paolo II con forza nella Novo Millennio Ineunte ci ha ricordato: “Fare della chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo" (43). Come Servizio di Animazione Comunitaria notiamo una certa lacuna nella ricerca di uno stile di vita e di azione coerenti con questa spiritualità. E' urgente, a nostro avviso, la necessità di aprire nella Chiesa una riflessione, anche a livello accademico, ma non solo, sulla spiritualità di comunione e sulle implicazioni che ne derivano per la sua vita e la sua missione. Citando ancora Giovanni Paolo II diciamo che "prima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell’altare, i consacrati, gli operatori pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le comunità” (43).
Puoi trovare qui: la struttura generale dell'opera che è ancora in fase di correzione e pubblicazione. In questo file invece puoi trovare un depliant esplicativo: scarica in PDF |
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