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Pensieri di p. Lombardi: |
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Storia dell'esperienza spirituale del Gruppo Promotore |
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Pagina 6 di 18 4. Comunione nella missione Questa prima esperienza, quella delle Esercitazioni, vissuta all’inizio come un ciclo di conferenze e poi come corso e un impegno da assumere per il nascente Gruppo, da una parte radunò i collaboratori attorno a p. Lombardi e dall’altra “impose” loro di rinnovare la propria mentalità e i propri modo di agire, per non essere semplici maestri ma servi della parola che proclamavano. Dovevano convertirsi al Vangelo e alla mentalità conciliare così come loro richiedevano ai partecipanti ai corsi e alle attività che essi stessi promovevano. È opportuno ricordare che tutti i collaboratori venivano da un’esperienza di comunità piramidale, clericale, societaria, fondata sulle norme e sulla dipendenza dall’autorità. La loro spiritualità era di tipo individualista, fatta più di pratiche e di devozioni che di scelte; spiritualità che sacralizzando il silenzio fisico in funzione di una relazione individuale con Dio, favoriva di fatto la non comunicazione degli uni verso gli altri. “L’osservanza” delle norme, delle pratiche di pietà e dei costumi (fedeltà ripetitiva alla tradizione) era la misura della perfezione. In questo contesto, era inevitabile che molte persone inquiete cercassero nuove vie/esperienze, anche per reazione ad un ambiente “asfissiante”. Il Gruppo si trovò con delle persone motivate più dall’uscita dai loro ambienti che dalla scelta della missione del Gruppo. Il desiderio di rinnovamento non poteva presupporre la preparazione a quella vita che appena si cominciava a capire e predicare. Tutto questo, unito ad altri limiti, emerse nelle difficoltà vissute nelle reciproche relazioni in un gruppo che voleva mettere al centro della vita cristiana l’unità nella carità. C’era una certa coscienza comune, più o meno esplicita, della ragion d’essere del Gruppo che, fondata sulle Esercitazioni, lo stesso p. Lombardi sintetizzò in questo modo: “Il primo modo, il più sintetico della ragion d’essere del gruppo… essere una voce profetica che vuole sempre rinnovare la chiesa, spinta dallo Spirito Santo, mediante la conversione. Se si vuole un ulteriore analisi dobbiamo analizzare tre elementi per questo tipo di profezia: - predicare il rinnovamento costante della Chiesa visibile. In questo è implicito la necessità di un gruppo intervocazionale, guidato dallo Spirito… - promuovere il rinnovamento della Chiesa in quanto tale… dobbiamo infondere il “sensus eccleiae”; dobbiamo ispirarci al bene comune della Chiesa… - vedere la Chiesa visibile come mezzo per ottenere un mondo migliore… Essa è lo strumento di salvezza universale per il mondo… in questo è inclusa l’idea del Regno di Dio e delle sue esigenze di giustizia, pace, ecc., nel mondo…” (Incontro del Comitato Permanente di SalzburgoBO, serie V, n°3, settembre-ottobre 1973).
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