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Pensieri di p. Lombardi: |
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Storia dell'esperienza spirituale del Gruppo Promotore |
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Pagina 5 di 18 La terza parte mirava inizialmente ad un’azione coerente con la visione della salvezza universale nell’unità. Chiave in ogni livello della vita della Chiesa doveva essere, da una parte, l’unità vissuta a due, nel vicinato, nella parrocchia, nella diocesi, nella Chiesa universale e, dall’altra, un piano di azione a livello mondiale, nazionale, diocesano e locale che concentrasse tutte le energie della Chiesa secondo un piano di azione coerente. Di fatto, però, anche questa parte rimaneva più nell’ambito dell’esortazione e delle indicazioni per migliorare il presente, senza dare risposta alla ricerca del come fare. Dopo molte scelte, di cui si parlerà più avanti, si fu in condizioni di offrire non solo degli orizzonti ma anche dei metodi e dei progetti capaci di trasformare la vita della Chiesa in coerenza con il suo Magistero. Le Esercitazioni furono lo strumento chiave per immettere nella Chiesa una rinnovata mentalità di ricerca e di scelta del bene comune della Chiesa e per il Mondo. Si moltiplicarono a migliaia i corsi che le proponevano, in tutte le Chiese di tutti i continenti, fino a creare una certa corrente di spiritualità, un movimento che si perdeva nella vita della Chiesa. Allo stesso tempo, come si capì più tardi, le “Esercitazioni” non erano solo un’esperienza simile ai tradizionali “esercizi spirituali” ma in esse si viveva con intensità quanto doveva divenire “movimento” nella Chiesa e per il mondo. Le “Esercitazioni” divennero, così, il senso e la ragione di vita del Gruppo e della sua azione apostolica.
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