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Pensieri di p. Lombardi: |
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Storia dell'esperienza spirituale del Gruppo Promotore |
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Pagina 4 di 18 3. Le Esercitazioni come esperienza – spiritualità Dalla sua predicazione, p. Lombardi ebbe l’ispirazione di dar forma a degli “esercizi spirituali comunitari”, che mettessero i cristiani di fronte alle sfide sociali del Vangelo. I cattolici, al modo delle esercitazioni militari, in coerenza con il piano comunitario di salvezza universale nell’unità, dovevano esercitarsi, anzitutto, a vivere l’universale vocazione all’unità e, conseguentemente ad operare per il rinnovamento pastorale nell’unità. Solo così il mondo avrebbe potuto riconoscere Gesù come Figlio di Dio. P. Lombardi chiamò questo nuovo tipo di esercizi spirituali “Esercitazioni per un Mondo Migliore”, con il sottotitolo di “Esercizi spirituali della comunità cristiana”. Fu l’intenzione di far qualcosa di analogo agli “Esercizi spirituali” di S. Ignazio, ma in un’ottica comunitaria. Le “Esercitazioni” nacquero nel 1956, furono pubblicate in una prima edizione nel 1958. Si sviluppano, con linguaggio cinematografico, in tre “tempi”, intesi come tre focalizzazioni della stessa realtà: nel primo tempo si definisce l’impostazione del problema, nel secondo si matura la soluzione del problema e nel terzo si opera la sintesi operativa. Con un linguaggio offertoci dal Concilio Vaticano II possiamo dire che la prima parte sviluppa la conversione e l’atteggiamento profetico della comunità cristiana di fronte al mondo. È la lettura cristologica dei “segni dei tempi” con la conseguente conversione e rinnovamento da vivere come “movimento” nel mondo e nella Chiesa. Ecco la responsabilità personale. La seconda parte è tutta centrata sulla maturazione di nuovi rapporti: con il mondo (corpo e cosmo); con Dio (vocazione alla santità, vita di fede, consigli evangelici, preghiera e sua maturazione, itinerario spirituale alla santità); con gli altri nelle dimensioni sociali della carità fino all’unità che, mediante l’amore vicendevole, fa presente Cristo nella comunità. Usando ancora un linguaggio coerente con il Concilio possiamo dire: la Chiesa, in quanto “mistero”, è lo spazio storico in cui si vivono i nuovi rapporti di comunione con Dio, con gli altri in Dio, con la natura e il cosmo. Questo “mistero” va vissuto nei rapporti di fede, speranza e carità, nei consigli evangelici o nella novità dei rapporti col mondo, nella vocazione comunitaria alla santità e nell’itinerario che essa comporta, nelle dimensioni sociali della carità, fino all’unità voluta da Cristo per la conversione del mondo. Nell’unità Cristo si fa presente nella comunità.
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