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Pensieri di p. Lombardi: |
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Storia dell'esperienza spirituale del Gruppo Promotore |
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Pagina 3 di 18 Questa prima esperienza comincia con la proclamazione della necessità di un rinnovamento generale del “campo cattolico”, all’interno di una Chiesa e di un Gruppo in cui la vita e la pratica rispondevano ancora alla mentalità di Chiesa-società-perfetta. Il Gruppo fondava la sua proposta di rinnovamento nell’Enciclica di Pio XII sul “Corpo Mistico di Cristo”, la carta magna del rinnovamento proposto alla Chiesa. Ma rimanevano tre domande che hanno accompagnato il gruppo per anni: come aiutare la Chiesa a tradurre questa dottrina nello stile di vita della Chiesa? Come convertirla, a sua volta, in pratica pastorale organica? Ancora, la stessa “ascetica comunitaria” che si proclamava e si cercava di far arrivare a tutti, perché impregnasse la vita della Chiesa, costitutiva una nuova spiritualità? In questo caso, qual era il suo rapporto con la pastorale? Usciti da un mondo fino alla seconda guerra mondiale ancora prevalentemente rurale e appena entrato nei consumi di massa, frutto sia della rivoluzione industriale già avvenuta sia di quella scientifico-tecnica in atto, nessuno aveva una risposta a quelle domande. Il punto di partenza fu proclamare la necessità di questo rinnovamento e di questa conversione comunitaria, motivare la gente su questa necessità e suscitare delle risposte anche parziali. Così aprire la mentalità della chiesa al rinnovamento nella linea comunitaria fu il primo passo. Le risposte alle domande sopra dette maturarono con il tempo.
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