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Pensieri di p. Lombardi: |
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Storia dell'esperienza spirituale del Gruppo Promotore |
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Pagina 18 di 18 Conclusione L’esperienza delle scelte, la lenta maturazione delle convinzioni, la necessità di camminare insieme, le tensioni vissute e sofferte, ci portò alla coscienza che la comunione si edifica attraverso alcune coordinate: il dialogo, la riconciliazione e il discernimento. Tre valori studiati ma soprattutto esercitati costantemente come Gruppo nel suo insieme, anche se in forma imperfetta. Il dialogo inteso come rapporti autentici interpersonali e con forme concrete per attuarlo ed esprimerlo. La riconciliazione intesa come purificazione del proprio vedere, sentire e agire, come correzione-promozione fraterna e come ricomposizione dei rapporti nella pace;. Il discernimento come itinerario di scelta, fatto e vissuto in comune, per arrivare a scelte che, per quanto moralmente possibile, si potessero fare e vivere come scelte della volontà di Dio “qui e adesso”. La comunione divenne la fatica permanente di costruirsi insieme, di edificarsi in Cristo, fatica certamente irrinunciabile di fronte al Vangelo, da vivere giorno dopo giorno, nel dinamismo della speranza, poggiati sia sulla promessa di Dio di portare a compimento quanto iniziato, sia sull’ impegno della carità che spende la vita nel creare quanto si spera. Si arrivò, così, dopo anni, a capire che tutto il vissuto conduceva alla riespressione delle origini, all’esplicitazione di quanto era allora intuito ed espresso come ideale. Alla iniziale predicazione di p. Lombardi alle moltitudini, corrispondeva ora la mobilitazione permanente e pianificata di esse a livello parrocchiale e diocesano. Pianificazione intesa, ora, come processo di evangelizzazione e rinnovamento permanente dell’insieme, come cammino delle Chiese locali verso la piena comunione nella santità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Alle proposte iniziali di p. Lombardi di progetti di riforma promossi per via di autorità, ora corrispondono progetti e strategie, elaborati con metodi in qualche modo scientifici, che permettono ai Vescovi e alle diocesi di condurre processi di trasformazione dello stile di vita e di azione pastorale delle Chiese locali. All’iniziale formazione spirituale degli operatori pastorali, basata sulle Esercitazioni, ora, oltre ad esse, si aggiunge la promozione dei diversi valori che esplicitano la spiritualità di comunione. Tutto ciò è fondato sulla lettura teologica dei “segni dei tempi” o lettura cristologica della storia. Si tratta delle Esercitazioni vissute dalla Chiesa come esperienza di comunione e che il Gruppo anima e promuove. È il movimento per un mondo migliore che la Chiesa serve nella misura in cui vie l’unità da Cristo voluta. Il Gruppo, a sua volta, si trova così a compiere una “profezia propositiva”, a proporre delle risposte e, allo stesso tempo, delle sfide corrispondenti alle necessità della Chiesa. In questo modo sta “guadagnandosi” il diritto ad aver “parola”, anzi, ad avere una rinnovata presenza ed efficacia in ordine alla messa in pratica, in forma organica, del Concilio Vaticano II. La debolezza istituzionale del Gruppo diviene la sua forza. Il non-potere del Gruppo facilita l’accettazione delle sue proposte. Di nuovo, ciò che sembrava morto, prende corpo non solo come gruppo di volontariato ma, fatto nuovo, viene assunto da Vescovi che lo presiedono. Sarà questo il modo con cui inizia una nuova forma di presenza nella struttura della Chiesa? Se fosse così, anche questo è sviluppo iniziale di una intuizione originale. Eppure siamo ancora solo al principio. Le scelte iniziali furono maturate in tante altre scelte che ancora, a sua volta e come già si prevede, dovranno essere esplicitate e adattate ad altre situazioni. Niente è statico. Il tempo di fondazione di questa realtà che è il Gruppo e il Movimento che esso promuove non è terminato. Ma avrà termine?
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