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Pensieri di p. Lombardi: |
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Storia dell'esperienza spirituale del Gruppo Promotore |
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Pagina 12 di 18 7. Comunione: ricerca, creatività e scelte Nel 1969 e 1972, si realizzarono due Cenacoli (Assemblea generale del Gruppo) nei quali si fecero altre due scelte determinanti per il futuro. La prima riguardò la distinzione tra Esercitazioni e Movimento e, l’altra, le vie più adatte per promuovere il rinnovamento della Chiesa. Fino al 1969, il Gruppo dedicò il suo impegno e le sue energie alla diffusione delle Esercitazioni. Nelle esperienze però si notava un problema costante: come tradurre in pratica quanto veniva riflettuto e pregato. Emersero alcune domande: questo Gruppo doveva ridursi solo a motivare il rinnovamento comunitario, tramite le Esercitazioni, o doveva anche fare altre iniziative, perfino delle proposte operative? Detto in altro modo, le Esercitazioni erano l’unico modo di promuovere il Movimento per un Mondo Migliore o ce n’erano altri? Si giustifica un Gruppo, come veniva delineandosi, solo in funzione di un corso di “esercizi spirituali”, anche se sommamente valido? Ciò, era sufficiente per creare “movimento”? Nel Cenacolo si arrivò alla conclusione che il Movimento che si voleva promuovere era presente nelle Esercitazioni, ma queste non erano l’unico strumento per promuovere il Movimento. In più, si chiarì che le Esercitazioni costituivano la base della vita e dell’azione apostolica del Gruppo, che tutto doveva nascere da esse e far sì che divenissero, in coerenza con il Concilio, stile di vita della Chiesa. Il Gruppo capì che non era radunato attorno ad una missione identificata con un’attività, le Esercitazioni, ma attorno ad una funzione propria della Chiesa: chiamarsi al rinnovamento come Chiesa. Fare propria questa funzione, presente nelle stesse Esercitazioni, e accettare la diversità di vie per realizzarla, fu un tutt’uno. Anche questa scelta non fu facile sia perché sembrava toccare il nucleo fondante il Gruppo e il suo Fondatore, sia perché si trattava di aprire la porta alla creatività senza sapere dove essa ci avrebbe portato. Essa comportava la ricerca permanente, cosa per la quale molti non si sentivano particolarmente attratti. Eppure si ottenne il consenso di tutti, incluso lo stesso p. Lombardi. Questa scelta ebbe reali e dolorose conseguenze per quasi 20 anni: si crearono correnti interne sul modo di concepire il Movimento e il lavoro del Gruppo.
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