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Pensieri di p. Lombardi: |
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Che differenza c’è fra il vostro “Movimento” e gli altri “Movimenti”? |
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In conseguenza di quanto è stato detto sulla concezione del “movimento”, il “Movimento per un Mondo Migliore”, come “etichetta e organizzazione” non si trova in nessuna parte: e quanti vivono il dinamismo innescato dall’animazione del Gruppo che lo promuove non ne conoscono neanche il nome. Di fatto vivono un modo di essere Chiesa che crediamo coerente con il Magistero della medesima. In contrasto con altri movimenti, il nostro snon si vede né si contabilizza, però è verificabile per lo stile di vita di Chiesa che, di fatto, le persone e le comunità vivono. Al contrario, quello che si vede ed è già organizzato, è il Gruppo che realizza il Servizio di Animazione Comunitaria. Le caratteristiche che lo distinguono da altri gruppi di spiritualità sono: l’oggetto, cioè, il tipo di spiritualità che promuove. La spiritualità di comunione non è una spiritualità dentro la Chiesa, ma è quella che definisce la Chiesa in se stessa; in questo senso, il Gruppo non ha una propria spiritualità, ma quella della Chiesa. Per questo motivo si esprime come Gruppo intervocazionale; il soggetto della conversione: un insieme umano, in qualche modo, quindi, comunità, dentro e fuori della Chiesa; non le persone considerate singolarmente; il fine ultimo di quella conversione: la salvezza universale e integrale degli uomini, il bene universale della Chiesa e del Mondo, il mondo migliore secondo il Piano di Dio, il Suo Regno. Questo fine coincide con quello della Chiesa. il tipo di conversione (criterio fondamentale): l’apertura crescente di tale insieme all’universalità e all’unità (comunione); l’unità evangelica vissuta in tutti i rapporti non soltanto interpersonali, ma anche sociali e strutturali; - l’obiettivo concreto di quella conversione: il rinnovamento-conversione integrale (vedere, essere, agire), globale, comunitario e la sua traduzione in uno stile di vita coerente con la comunione-santità alla quale siamo chiamati come Chiesa; - la condizione indispensabile di quella conversione (e l’ambito di verifica): che quell’insieme si metta in movimento proprio come insieme, che inizi un processo che mai dovrebbe arrestarsi, perché essere in “movimento” è parte del suo stile di vita. Queste caratteristiche, coerenti con la natura del Gruppo sono quelle che lo distinguono da tanti gruppi e movimenti di spiritualità presenti nella Chiesa. La sua spiritualità consiste in “essere e vivere la Chiesa” come esigenza della missione che lo convoca: promuovere la spiritualità di Chiesa o di comunione. Però ci si potrebbe domandare, come si spiega, allora, che voi vi dedicate a promuovere un progetto pastorale? In realtà, come ogni spiritualità, quella della comunione ha bisogno di un’ascesi corrispondente fatta di sforzi e metodi. Sforzi comunitari e orientati all’edificazione della comunità ecclesiale e metodi che servono alla vita e all’edificazione di quella comunità. Precisamente, il metodo di pianificazione e gli sforzi di una comunità ecclesiale per edificarsi nella carità, costituiscono l’ascesi corrispondente alla spiritualità di comunione. Per noi, il piano pastorale e tutto quello che esso implica non è altro che l’ascesi organica con cui edificare progressivamente la comunione della Chiesa locale.
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